È successo una sera, davanti allo scaffale dei prodotti per il forno all’Esselunga. Avevo in mano uno di quei rotoli di “pellicola speciale per alimenti in freezer e forno”, prezzo neanche alto, ma comunque sui 3 euro. A casa avevo già il solito rotolo di carta stagnola mezzo usato. Mi sono fermata un attimo: davvero mi serviva un prodotto in più solo perché sulla scatola c’era scritto “freezer” in grande?
A casa, nel cassetto sotto il piano cottura, ho trovato il solito caos: stagnola, pellicola, carta forno, sacchetti gelo. Mi sono resa conto che la stagnola era quella che finiva più lentamente, ma era anche quella con più possibilità d’uso. Solo che io la usavo sempre e solo per coprire la teglia delle lasagne.
Dove stava lo spreco vero
Il mio errore era pensare: “tanto costano poco, prendo il prodotto specifico e non ci penso più”. Il problema è quel “ogni tanto” che, sugli scontrini, diventa fisso. Una volta il rotolo per il freezer, una volta i coperchi in silicone, una volta i sacchetti “salva freschezza”. Nessuna cifra enorme, ma sempre 2–4 euro.
Guardando bene gli scontrini accumulati sul frigorifero, mi sono accorta che nell’ultimo mese avevo comprato:
- un pacco di sacchetti gelo grandi
- un rotolo di pellicola “più resistente”
- un set di 3 coperchi in silicone in offerta
Tutte cose che facevano più o meno la stessa funzione: coprire, isolare, proteggere cibo o contenitori. Intanto la stagnola, già pagata, stava lì ad aspettare.
Il test che ho fatto con la stagnola

Mi sono data una regola: per una settimana, prima di aprire un nuovo prodotto o comprarne uno, provare a usare la stagnola che avevo già. Non per tutto, ma in tre situazioni precise di casa:
- Coprire le teglie in frigo: invece di mettere la pellicola, ho usato stagnola ben tirata. Tiene meglio gli odori, non si appiccica al formaggio e non svolazza.
- Proteggere piccoli pezzi in freezer: mezzo limone, avanzi di pane, mezze cipolle. Li ho avvolti stretti nella stagnola e poi messi in un contenitore di plastica che avevo già, invece di usare un sacchetto dedicato.
- Coprire ciotole senza coperchio: quelle recuperate dallo yogurt grande o dai contenitori “spaiati”. Un pezzo di stagnola sopra e diventano contenitori decenti per un giorno o due.
La cosa che mi ha stupita è che non ho sentito la mancanza del prodotto “in più” che stavo per comprare. Ho solo usato meglio quello che avevo. E soprattutto ho iniziato a finire davvero un rotolo prima di aprirne un altro.
Quando la stagnola non basta (e non conviene forzarla)
Non è che la stagnola sia magica. Per esempio, per alimenti molto umidi che devono stare giorni in freezer, continuo a usare i sacchetti gelo con chiusura, quelli del supermercato, perché sono più pratici e si impilano meglio. E per il forno preferisco ancora la carta forno: sporco meno la teglia e non butto via troppa stagnola.
Il punto del test non era “fare tutto con la stagnola”, ma capire dove poteva sostituire un prodotto in più, soprattutto quei rotoli “speciali” che Coop, Esselunga & co. ti mettono proprio all’altezza degli occhi.
Alla fine ho rimandato l’acquisto del nuovo rotolo “per freezer” di un mese buono, e nel frattempo ho svuotato il cassetto invece di riempirlo. Meno cose da gestire, meno plastica in giro, uno spazio in più nel cassetto e qualche euro risparmiato senza fare chissà cosa. Solo guardando meglio cosa avevo già in casa prima di farmi convincere da una scatola in più.


