Stavo cercando una pila per il telecomando. Apro il cassetto “di servizio” in cucina, quello che ogni casa ha: forbicine, elastici, manuali, chiavi vecchie. Muovo due cose e mi cade in mano un rotolino di sacchetti freezer. Nuovo. Sotto, un altro. In fondo, una confezione di elastici da cucina ancora chiusa. Ma io, la settimana prima, avevo comprato sia i sacchetti che gli elastici all’Eurospin “perché erano finiti”.
In quel momento ho capito che non era un problema di spazio. Era un problema di soldi che sparivano a colpi di 1,29 €.
Cosa ho trovato davvero in quel cassetto
Quel giorno mi sono messa lì e ho svuotato tutto sul tavolo. Niente metodo speciale, solo una tovaglia per non graffiare e tanta pazienza. Ho fatto piccoli mucchi: cancelleria, cucina, elettrico, “non si sa”.
Nel mucchio “doppioni” c’era:
- 3 confezioni di sacchetti freezer
- 2 rotoli di spago da cucina
- 4 stick di colla
- 2 bottigliette di disinfettante identiche
- 3 pacchetti di batterie stilo, tutti aperti
Non sono oggetti che fanno paura sullo scontrino. Nessuno costa 20 euro. Ma messi lì tutti insieme sembrava il ripiano di un piccolo ferramenta. Ho preso uno scontrino vecchio dal portafoglio: batterie, sacchetti, colla… tutte cose che “non avevo più”.
Il problema non era solo lo spazio occupato: era che continuavo a ricomprare perché non vedevo cosa avevo già. Il cassetto era diventato una specie di buco nero: butti dentro, chiudi, dimentichi.
Dove stava la spesa nascosta
Mi sono accorta che facevo sempre la stessa scena al supermercato, di solito alla Coop sotto casa. Passavo davanti allo scaffale delle cose “utili ma piccole” e pensavo: “Le batterie è meglio averle, tanto costano poco”. Oppure: “I sacchetti li uso sempre, li prendo”.
Non controllavo mai prima di uscire. Mi sembrava una perdita di tempo tornare indietro in cucina a guardare. Invece la perdita vera era alla cassa.
Da quel giorno ho cambiato solo una cosa: ho deciso che dal cassetto delle cose doppie doveva uscire tutto quello che è “scorta”. In pratica:
- nel cassetto tengo solo la confezione aperta
- le scorte vanno in una scatola di cartone in alto, sempre nello stesso posto
- sulla scatola ho scritto con il pennarello: “Batterie, sacchetti, colla, scotch”
- prima di andare a fare la spesa di casa, do un’occhiata veloce a quella scatola, non al cassetto
Ci metto due minuti, ma mi evita quel “prendo lo stesso, non si sa mai” che alla lunga pesa più di quanto pensiamo.
Cosa è cambiato (e cosa non rifarei)
Dopo un mese mi sono resa conto che alcune cose non le avevo più comprate. Le batterie, per esempio: avevo tre pacchi aperti, ora li sto finendo uno alla volta. I sacchetti freezer mi durano molto di più perché vedo quante confezioni ho ancora.
Non ho fatto il calcolo preciso, ma sugli scontrini della spesa settimanale vedo meno righe di “piccoli extra”. Non è una rivoluzione, però toglie quella sensazione di spendere sempre qualcosa in più senza sapere dove.
Quello che non rifarei è accumulare “perché in offerta”. Se vedo il terzo rotolo di spago a metà prezzo, ora passo oltre. Tanto so che a casa il primo è ancora quasi intero.
La cosa più utile è stata trasformare quel cassetto: non più il posto dove butto dentro tutto, ma il posto dove tengo solo ciò che sto usando. Le scorte, anche se sono poche, stanno altrove. Così il cassetto non mi fa più credere che una cosa sia finita solo perché non la vedo. E io non compro per la terza volta la stessa confezione “da niente”.



