Per anni ho fatto sempre la stessa cosa: compravo una piantina di basilico durante la spesa, la mettevo sul davanzale e iniziavo subito ad annaffiarla con attenzione, quasi per “rimetterla in sesto”. Sembrava la cosa più logica da fare. Invece, dopo pochi giorni, il copione era sempre lo stesso: foglie molli, pianta afflosciata, odore meno intenso e la sensazione di aver buttato soldi per l’ennesima volta.
La svolta è arrivata quando ho smesso di voler salvare tutto il basilico insieme.
Il gesto che faccio appena porto a casa la pianta
Se compro una piantina di basilico al supermercato, magari da Lidl, Conad o Coop, non cerco più di tenerla “bella” così com’è. La prima cosa che faccio è togliere una parte delle foglie più grandi.
Detta così sembra un controsenso. La pianta è già stressata e io le tolgo delle foglie? In realtà è proprio questo che la aiuta.
Le piantine di basilico vendute già pronte sono quasi sempre molto fitte. Hanno tante foglie, tanti steli e poco spazio nel vaso. Il risultato è che la parte sopra chiede più energia di quanta le radici riescano a gestire. Se io lascio tutto com’è, la pianta prova a mantenere una massa verde troppo grande e va in sofferenza molto in fretta.
Perché togliere foglie può aiutare davvero
Quando alleggerisco la pianta il primo giorno, non sto “rovinando” il basilico: sto riducendo lo stress. Le radici hanno meno lavoro da fare e la pianta riesce a riprendersi meglio, soprattutto se poi la divido o la rinvaso.
Io non spoglio mai la pianta del tutto. Tolgo solo una parte delle foglie più sviluppate e le uso subito in cucina. Di solito bastano per un sugo veloce, per condire una pasta o per una piccola caprese. In questo modo non vado incontro al solito spreco: foglie belle che dopo due giorni si afflosciano e finiscono nella pattumiera.
Le cose che faccio, in pratica, sono queste:
- tolgo una parte delle foglie più grandi appena arrivo a casa;
- uso subito quelle foglie, invece di lasciarle appassire sul vaso;
- controllo se la pianta è troppo fitta e, se serve, la divido;
- non annaffio subito “per abitudine”, ma tocco prima il terreno;
- evito di lasciare acqua nel sottovaso.
Il punto non è il pollice verde, è evitare lo spreco
Da quando faccio così, il basilico non è diventato immortale. Però dura di più, si riprende meglio e soprattutto non mi dà più quella sensazione di acquisto “usa e getta”.
Il basilico, cioè Ocimum basilicum, è una pianta aromatica delicata ma non impossibile. Spesso il problema non è coltivarla: è il modo in cui arriva a casa nostra, già troppo piena e bella da vedere, ma difficile da mantenere se la trattiamo come una pianta pronta e non come una pianta da sistemare.
Per me questo è uno di quei piccoli gesti che cambiano il rapporto con le cose di casa. Non serve essere esperti. Serve solo smettere di voler salvare tutto insieme e usare subito una parte di quello che, altrimenti, rischieresti di perdere.







